La filosofia della difesa
Perché difendere bene è un atto di intelligenza collettiva e non di paura. Dalle radici italiane alla cultura difensiva di Spagna, Croazia e Argentina.
Leggi →Catenaccio racconta il calcio dal lato meno celebrato e più decisivo: il muro, la copertura, l'anticipo. In vista del Mondiale 2026 negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, esploriamo perché le squadre che vincono i tornei sono quasi sempre quelle che imparano prima a non perdere.
Quattro percorsi di lettura per capire come si costruisce, e si difende, un sogno mondiale.
Perché difendere bene è un atto di intelligenza collettiva e non di paura. Dalle radici italiane alla cultura difensiva di Spagna, Croazia e Argentina.
Leggi →I volti che hanno reso la difesa un'arte: i numeri uno della retroguardia da Italia, Germania, Brasile e Paesi Bassi, in attesa dei nuovi protagonisti del 2026.
Leggi →Marcatura, libero e ripartenza: anatomia di un sistema nato in Italia e reinterpretato oggi da Portogallo, Francia e Inghilterra.
Leggi →Il nostro longread: come si legge una gara dalla linea difensiva. Un'analisi tattica completa, fotogramma per fotogramma.
Leggi il longread →Per la prima volta la Coppa del Mondo allargherà i suoi confini a quarantotto nazionali, distribuite tra Stati Uniti, Canada e Messico. Più partite, più caldo, più viaggi: un torneo in cui la gestione delle energie diventerà decisiva quanto il talento.
In questo scenario la solidità difensiva non sarà un ripiego, ma una risorsa. Le squadre con un'organizzazione chiara — l'equilibrio della Francia, la compattezza della Croazia, il rigore della Germania — partiranno con un vantaggio invisibile ma reale: sapranno cosa fare nei minuti in cui non hanno la palla. L'Italia, dal canto suo, guarderà il torneo da spettatrice: dopo aver perso lo spareggio europeo, gli Azzurri mancano la fase finale per la terza volta consecutiva. Ma proprio la sua scuola difensiva resta il riferimento di chi, a quel Mondiale, proverà a vincere imparando prima a non perdere.
ApprofondisciScopri chi siamo, come lavoriamo e perché crediamo che la fase difensiva sia il cuore nascosto del calcio che conta.
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